Quello che sta succedendo in Ucraina getta l’Europa e il mondo indietro di 80 anni, aggiungendo un nuovo focolaio alla geografia delle guerre dimenticate.

Quella della guerra in Europa, è una prova che non avremmo mai voluto affrontare. Adesso è fondamentale non cedere alla logica della guerra, ossia a quella logica che aggiunge violenza a violenza che non fa altro che ampliare il solco dell’odio fra le parti in conflitto.

Fortunatamente a livello internazionale prevale un NO quasi unanime alla invasione dell’Ucraina. L’Unione Europea insieme alla NATO hanno approvato un pacchetto di sanzioni nei confronti dell’aggressore. L’Assemblea delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione di condanna con una maggioranza di 141 paesi favorevoli. Anche il nostro Paese si presenta compatto in Parlamento nell’aderire alle misure adottate a livello internazionale. Il Parlamento europeo ha accolto la richiesta dell’Ucraina di entrare nell’Unione Europea. Il Tribunale Internazionale dell’AIA ha avviato la procedura per verificare se già adesso nel conflitto vi sono gli estremi per la violazione dei diritti umani e la presenza di crimini di guerra.

La diplomazia e il dialogo rimangono quindi gli strumenti principali, anche durante il conflitto, specialmente per un paese come l’Italia che in Costituzione ha messo l’art.11 sul ‘Ripudio della guerra’.

Cosa possiamo fare?

Di sicuro non aver paura e urlare il nostro NO alla guerra, a qualsiasi guerra. Già ci sono state manifestazione in tutto il mondo, anche a Modena e nella provincia e tante ancora ne dovremmo fare. Domenica 6 marzo a Monte Sole a Bologna ore 15,30 ci sarà una marcia per la pace proprio nei luoghi dell’eccidio di Marzabotto. CLICCA QUI

Mettersi a fianco delle vittime della guerra, uomini, donne, anziani e giovani, bambini e bambine, innocenti, che devono scappare dalle loro case e dal loro paese. L’Unione Europea sta mettendo a punto un sistema di accoglienza e anche nel nostro territorio, a Formigine stanno arrivando i primi profughi, specialmente donne e bambini.

In questa fase raccogliere alimentari e beni di prima necessità è sconsigliato dalle principali agenzie solidaristiche internazionali, perchè è molto difficile consegnare alle popolazioni il materiale raccolto.

Nella libertà di ciascuno, suggeriamo di sostenere l’azione della Regione Emilia Romagna CLICCA QUI che sostiene l’accoglienza dei profughi.